Schlippenbach Dentice di Frasso Elisabetta

(Gratz 1872 - Udine 1938)

Appartenente ad una nobile casata austriaca, sposa giovanissima, nel maggio 1889, assecondando un desiderio dei suoi famigliari, il conte John Palffy, più anziano di lei di quindici anni. Avrebbe potuto rassegnarsi ad un matrimonio senza amore, che comunque le garantiva agiatezza, libertà di azione, relazioni di alto rango e vicinanza al figlio. Affronta, invece, il divorzio. Rischia il “baratro” come lei scriverà, innamorandosi di un uomo sbagliato. Ha la ventura di incontrare l’amore di Alfredo Dentice di Frasso, che sposerà nel dicembre 1905. Verrà a vivere nel Salento, nel castello di Carovigno, che con lei tornerà a nuovo splendore. L’edificio sarà restaurato (dall’ingegner Gaetano Marschiczeck) e il giardino sarà in parte trasformato in orto botanico. Sarà anche sede di un laboratorio di tessitura i cui manufatti, molto apprezzati in Italia e in Europa, saranno noti come “stoffe di Carovigno”.


Anima mia discorriamo : della Vita, dell’ Amore, della Fede.
Trieste, arti grafiche L. Smlras e nipote, 1930.

I migliori amici.
Trieste, C. Moscheni e C., Tip. Della Editoriale libraria, 1935.

Itinerario dei pensieri, tit. or. Gedankenwanderungen
in Enzo Filomena, La Contessa Elisabetta Schlippenbach Dentice di Frasso, Edizioni Pugliesi, Bari, 2003, pp. 93-138.

Una vita che giunge dal passato,  tit. or. Ein Menschenleben aus der vergangenheit,
Lecce, Milella, 2007.
 


Bibliografia:
- Enzo Filomena, La Contessa Elisabetta Schlippenbach Dentice di Frasso. La vita, il pensiero, le opere di un'illuminata austriaca (con documenti inediti), Martina Franca, Edizioni Pugliesi, 2003.
- Francesca Pedrocchi, Introduzione a Elisabetta Schlippenbach Dentice di Frasso, Una vita che giunge dal passato, Lecce, Milella, 2007, pp. 11-19.

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