Santoro Maddalena

(Lecce 1884 - Milano 1944)

Figlia dell'avvocato e pubblicista leccese Saverio Santoro, frequenta il R. Liceo ginnasio Palmieri e sin da giovanissima si cimenta nella pubblicazione di novelle e liriche sui periodici locali. All’inizio degli anni Venti si trasferisce a Milano, che diviene la sua patria d'elezione. L'attività letteraria, iniziata nel 1923, continua per più di un decennio con romanzi, novelle, articoli, ma anche con la collaborazione a periodici e ad almanacchi.
Contrae matrimonio in età matura (almeno intorno al 1938) con il conte Colombini.
 
Trasparenze femminili. Romanzo
Arezzo, Prem. Stab. Tip. Ettore Sinatti, 1923;  2ed.  Firenze, Bemporad, 1924.

Così donna mi piaci
Arezzo, Prem. Stab. Tip. Ettore Sinatti, 1923; 2ed. Firenze, Bemporad, 1926.

Ombre sull'aurora
Firenze, Bemporad, 1925.

L'altra
Firenze, Bemporad, 1926; 2ed.1933.

L'amore ai forti
Firenze, Bemporad, 1928; 2ed.1933.

Fanatici d'amore
Firenze, Bemporad, 1930.

Sulle ali del'enigma. Versi
Firenze, Bemporad, 1931.

L'inutile gloria
Firenze, Bemporad, 1931; 2ed.1932.

Solitudine. Versi
Firenze, Bemporad, 1933.

Senza amore, Romanzo
Milano, Tip. Editoriale, 1935.
 


Bibliografia:
- Enzo Panareo, Una scrittrice leccese tra le due guerre: Maddalena Santoro, in «Sallentum», a. III, 1980, n. 1-2, pp. 81-135.
- Daria De Donno, Intellettuali e fascismo. Un percorso al femminile: Maddalena Santoro (1884-1944) in «Ricerche Storiche», n. 2, 2010, pp. 349-372.

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